| Progetto HSP
Il progetto ha l’obiettivo di sviluppare una tecnologia
per la produzione industriale di particolari classi di proteine
delle piante, le cosiddette proteine da shock termico
(HSP), potenziali candidate per applicazioni nel settore
farmaceutico dei vaccini o di terapie basate sulla risposta immunitaria,
come ad esempio quelli relativi a malattie tumorali, grazie alla
capacità innata di stimolare il sistema immunitario.
Le proteine HSP sono presenti nelle cellule di tutti gli organismi
viventi e vengono rapidamente indotte da stress abiotici, tipicamente
da brusche variazioni della temperatura. All’interno delle
cellule hanno la caratteristica funzione di stabilizzare le proteine
aiutandone il ripiegamento e di prevenire fenomeni di denaturazione
delle stesse in seguito a stress. Alcune classi di HSP sono inoltre
in grado di legarsi specificamente a recettori presenti sulle
cellule immunitarie potenziando notevolmente la risposta sia innata
sia acquisita.
Il processo messo a punto utilizza la capacità naturale
delle piante di rispondere a stress, quale quelli termici, in
modo da indurre la produzione di HSP nei tessuti vegetali.
Tipicamente le piante, quali ad esempio l’erba medica,
vengono stressate termicamente in campo durante la fase di taglio
e raccolta e vengono lasciate ad accumulare le proteine HSP per
un determinato periodo di tempo.

Le proteine vengono quindi estratte e separate dalla biomassa
mediante un processo industriale di frazionamento che consente
la separazione solido/liquido, e quindi l’estrazione delle
proteine solubili dalla fase liquida mediante processi a membrane.
Le proteine HSP sono quindi purificate impiegando tecniche cromatografiche
raggiungendo purezze che variano tra l’80 ed il 95%, in
funzione del tipo di applicazione.
Le proteine HSP così ottenute possono quindi essere impiegate
in differenti settori industriali come ingredienti o componenti
di nuovi prodotti. In particolare possono trovare applicazioni
nel settore alimentare, come additivi funzionali, e nel settore
farmaceutico per potenziare la risposta del sistema immunitario.
E’ stato realizzato un prototipo per lo shock termico
in pieno campo durante la raccolta ed un impianto pilota in grado
di processare da 10 a 30 q/h di biomassa vegetale.
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